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Al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi

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Alla cortese attenzione del Signor Presidente della Repubblica

- Battaglia Terme 25 settembre 2005 -




Gentile Signor Presidente, chi Le scrive è un cittadino di questa Repubblica. Mi rendo conto che la mia vo ce è una fra le tante, forse troppe, che affollano ogni giorno la segreteria della Presidenza. Ciò che mi spinge a disturbarLa non è in alcun modo un interesse privato, né la richiesta di un personale favore, ma solamente il desiderio di segnalare una vicenda che potrebbe anche meritare il dono dell'ascolto. Il mio nome è Riccardo Cappellozza, classe 1931, uno degli ultimi barcàri che ancora sono qui a ricordare la loro attività di navigazione, interrotta negli anni '60, lungo i fiumi della bassa pianura veneta. Vivo a Battaglia Terme, in provincia di Padova, piccolo e importante villaggio fluviale tra i colli Euganei e la laguna di Venezia, uno dei "mille" centri minori che rendono pregiato e unico al mondo il passato del nostro Paese. Fino a qui nulla di particolare, se non il fatto che porto con me, come se fosse un tesoro tra i più preziosi, il valore dei ricordi di una attività, la navigazione interna, che ha contribuito nel suo piccolo alla rinascita dell'Italia dopo l'ultima guerra. Da quando ho smesso di navigare ho dedicato la mia vita e le mie energie (fisiche, mentali e economiche) per conservare e diffondere la memoria della navigazione interna, raccogliendo quanto più materiale possibile fino a questi giorni, nonostante i miei problemi di salute. Tra alti e bassi e con lo stentato aiuto delle istituzioni locali, siamo riusciti ad allestire un piccolo museo, all'interno di un vecchio edificio proprio di fronte all'antica via d'acqua che conduce in laguna di Venezia. Ben presto il Museo ha avuto un forte apprezzamento e considerazione e lo dimostra il gran numero di visitatori che passa da queste parti a visitarlo, ma anche i fitti contatti con le vicine università di Padova e Venezia. Ho accolto decine di studenti e laureandi, mettendo a loro disposizione il mio ruolo di informatore utile alle loro ricerche di storia locale, di antropologia, di idraulica. Il Museo è visitato anche dai turisti che frequentano le vicine Terme Euganee e da esperti provenienti d'oltralpe. Non sto qui ad appesantire la mia missiva rammentandoLe come siamo riusciti a organizzare tutto il materiale raccolto all'interno del museo e le vicende non semplici per cercare e condurre a Battaglia gli ultimi esemplari di natanti che percorrevano le vie d'acqua del Veneto, un patrimonio di oggetti che raccontano una storia secolare di viaggi fluviali e di commerci che hanno così strettamente legato le vicende di Venezia al suo entroterra. Vengo ora al punto cruciale. Per varie vicende vedo sfumare l'interesse e l'appoggio concreto da parte delle istituzioni locali nei confronti del Museo. E' da qualche anno infatti che disinteresse e incuria rendono sempre più faticoso il mio appassionato impegno di volontario, frenano l'entusiasmo di proseguire nella ricerca, impediscono di avviare un consapevole ed efficace recupero non solo della cultura fluviale, ma anche della stessa qualità ambientale delle vie d'acqua storiche. So bene che il mio appello sarebbe più opportuno rivolgerlo ai responsabili delle amministrazioni locali, comune, provincia e regione. Questi contatti sono già stati tentati, ma senza significative risposte. Certamente le attuali difficoltà economiche rendono più difficile qualsiasi iniziativa di espansione dell'istituzione museale in questione, ma che sia penalizzata anche l'ordinaria manutenzione dell'esistente questo è un fatto davvero preoccupante. Tutto è affidato alla mia buona volontà e finché la salute lo permetterà, farò il possibile per accogliere i visitatori, per trasmettere le vicende vissute a bordo dei barconi da carico. Vede, Signor Presidente, niente di particolare nella mia lettera. Solo una microstoria, una delle infinite vicende che accadono tra le Alpi e Lampedusa. Volevo che sapesse come il senso civico possa esprimersi anche curando con affetto vecchi scafi di legno, che stanno marcendo su golene abbandonate, avvolti da rovi e immondizia. Nell'indifferenza di un'epoca e in una regione in cui prevalgono l'individualismo, la corsa al successo economico, tralasciando ogni rispetto della dignità culturale e della preziosa eredità che il passato ci ha consegnato, sarebbe per me un dono impagabile ricevere un Suo cortese riscontro, quasi un incoraggiamento a continuare, perché, a questo punto, un autorevole conforto da parte della massima Autorità dello Stato potrebbe essere anche un segnale significativo per riavviare l'interesse da parte dei responsabili locali.

Ringrazio fin d'ora per la cortese attenzione

Lettera inviata da Riccardo Cappellozza al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 25 Settembre 2005

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