Il sito personale del barcàro Riccardo Cappellozza


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La sala della vita di bordo e navigazione - Museo della Navigazione Fluviale di Battaglia Terme (PD)

Il Museo


La navigazione nei fiumi e canali non è così facile come potrebbe sembrare. I barcàri dovevano fare i conti con molte insidie, le correnti a volte vorticose (mojàssi), gli scarsi fondali, i ponti fissi bassi. Per navigare in certi tratti occorreva avvalersi di un esperto del luogo chiamato peòta (pilota). La barca non era solo uno strumento di lavoro, ma anche una vera e propria casa.

Sotto coperta, a prua, vivevano marinaio e mozzo (morè), a poppa il responsabile che poteva essere lo stesso proprietario (parón de barca) o molto più spesso un conducente (barcaròlo). A bordo, quindi, oltre agli accessori necessari alla navigazione, come le ancore, il mezzo marinaio (specie di asta con il puntale a gancio in ferro per accostare o allontanare la barca da riva), c'era tutto l'indispensabile per vivere, per esempio il moschéto, contenitore per tenere lontani gli insetti dalle vivande, e le valige in legno per la biancheria del barcàro.

(tratto dal volume "LA NAVIGAZIONE FLUVIALE e il Museo di Battaglia Terme" a cura di Pier Giovanni Zanetti - Editrice La Galiverna)

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