Il sito personale del barcàro Riccardo Cappellozza


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Wim Broere scrive su una rivista Olandese

Hanno scritto


“Poche persone pensano al traffico via acqua in Italia; al massimo pensano alla città di Venezia dove i gondolieri lasciano vedere dall'acqua la "città dei Dogi" e dove viaggiano con i vaporetti passeggeri e merci nei canali. Tra il lago Maggiore ed il mare Adriatico, fioriva un tempo la navigazione fluviale d'Italia. Città come Milano, Mantova, Verona, Vicenza e Padova, erano collegate con i canali ed i fiumi via Po, Mincio, Adige e Bacchiglione al Golfo di Venezia. Anche al nord erano collegate Treviso e Udine via acqua con la città di Marco Polo. Nella pianura al sud di Padova, ad est dei Colli Euganei, si trova Battaglia Terme, da cui il canale prende lo stesso nome, fu scavato fra il 1189 e il 1201. Fino agli anni sessanta del secolo scorso viaggiavano i barcari fino a Mestre, Venezia e perfino a Trieste, e Battaglia Terme è stata al centro di una fitta rete di traffici e commerci dove centinaia di persone trovavano lavoro sulle barche ed annessi (come costruttori di burci etc~). Al giorno d'oggi come in Francia, anche in Italia il trasporto merce viene fatto via strada invece che sulle barche e "burci", quello che resta è qualche viaggio di passeggeri via Adige e Po in direzione Venezia: un gruppo di persone ha cambiato la storia della popolazione e della regione intorno a Padova, questo ha contribuito al ripristino di una parte di canali e chiuse e nel 1955 di un magnifico museo in Battaglia Terme, dove viene esposta una visuale della storia italiana della navigazione fluviale. Battaglia Terme è una piccola città che assomiglia quasi ad una città olandese, ai due lati del canale una fila di case, la chiesa ed un po' di ponti sul canale, quel che troviamo meno in Olanda sono le terme che danno una certa grandiosità alla città. Il museo ha le sue origini negli anni settanta da un corso di recupero di studenti lavoratori, in una classe serale di aspiranti alla licenza di scuola media, erano per lo più operai della Galileo o dipendenti degli alberghi termali, erano ex barcari o figli di barcari e perciò la conoscenza e l'approfondimento della storia di Battaglia coincidevano per loro con la conoscenza e l'analisi della loro storia e di quella dei loro padri. Guidati del docente Elia Franzin gli studenti cominciarono ad intervistare e distribuirono questionari ai vecchi barcari, raccogliendo interessante materiale, organizzarono una grande mostra fotografica accolta con entusiasmo ed estremo interesse. Gli organizzatori raccolsero i frutti del loro lavoro e lo concretizzarono nella pubblicazione di un libro "Canali e burci" , il libro fu un successo che in poco tempo fece tre ristampe. i promotori di questa iniziativa. in particolare modo il barcaro Riccardo Cappellozza continuò nelle sue opere. Come in Olanda si fece un comitato, sotto la direzione di Antonio Romano l' amministrazione comunale il 26 marzo 1985 istituì ufficialmente il Museo Comunale della Navigazione Interna e contemporaneamente individuò la sua futura ubicazione all' interno dell' ex macello orami in disuso. Fra il 1988 ed il 1995 l'edificio venne ristrutturato su progetto dell'architetto Paolo Rigoni dove cominciò ad ospitare la collezione di reperti. Nella primavera 2003 avevo un incontro con il signor Francesco Vallerani Direttore del museo, ma poiché il nostro incontro doveva essere anticipato, il direttore non potendo si fece sostituire da una guida bravissima, il signor Riccardo Cappellozza, che il I maggio mostrò con orgoglio il "suo" museo. Nato il 1925 come figlio di barcari, ha viaggiato anche lui sui burci, prima come aiutante sulla barca di suo padre il "Marco Polo", dopo sul suo burcio "Maria 2" e ha viaggiato fino al 1962, dopo però non era più redditizio viaggiare con le, barche di legno (di circa 25 metri per 6.30 per 1.55), adesso occupa tutto il suo tempo al museo nel quale si possono vedere i differenti tipi di barca ed i modi delle loro costruzioni. Nel museo si ha una visuale dettagliata della descrizione del lavoro sul fiume, la immane fatica, le lotte contro le avversità, la concorrenza del trasporto terrestre, l'abilità nel costruire e condurre i mezzi di trasporto via acqua. Al secondo piano si vede il modo in cui le barche si muovevano; fino alla seconda guerra mondiale con le vele, se non c'era vento con il cavallo o l'uomo, più tardi con i motori. Sì può osservare anche la vita a bordo, con gli aiutanti davanti ed il padrone dietro, non era abitudine portare la moglie a bordo. Nell'ufficio c'è anche un archivio fotografico ricco di immagini storiche, fuori, nel cortile adiacente il museo si trovano alcune imbarcazioni originali, un burcio, una gondola, alcuni battelli, una carlina ed un "mototopo". C'è inoltre la possibilità di fare una gita nei pressi dei canali e dintorni di Battaglia Terme. E' chiaro che un gruppo di persone, appena in tempo ha salvato la storia del traffico fluviale interno in Italia,, con questo materiale ringraziamo il signor Cappellozza con mille grazie".


Il libro "Canali e burci" di C.F. Turato e "Museo della navigazione fluviale",
sono presenti nella biblioteca di " Vereniging De Binnenvaart" Olanda.

Il testo è tratto da una rivista Olandese

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